S. P. Vittima di don Pietro Pinetto. Proc. n. 647/10/45 R.G.N.R.

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI SAVONA
VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI – art. 362 c.p.p.

L’anno 2013 il mese di maggio il giorno 8 alle ore 15,45 in Savona, negli Uffici della Procura della Repubblica, Piazza A. Barile 1 in relazione ai procedimento in epigrafe indicato innanzi al P.M. dr. Giovanni ‘Battista Ferro, assistito dal sost, comm., Diego Marchiano e dai sovr. C. Raffaele Apuzzo effettivi alla Squadra Mobile di Savona

è comparso

– PXXX Sxxx, nato a Exxxxxx il x.x.1962, residente in Savona, loc Xxxxx, Via Xxxxx

il quale, avvertito che ha l’obbligo di riferire ciò che sa intorno ai fatti e sulla conseguente penali cui si espone chi rende false dichiarazioni al P.M., dichiara:

Riconosco l’esposto che Lei mi rammostra, l’ho scritto io al computer e indirizzato ai Vescovo e a don Lupino, l’ho redatto in 3-4 giorni tino al 28 febbraio, ho corretto, ricorretto, cercando di ricordare, e confermo tutto quello che ho scritto, è la verità;

io l’ho scritto proprio dopo aver parlato con Don Lupino a cui mi ero rivolto per cercare lavoro: questo accadde circa 15 giorni prima;

al pc ho scritto, io un po’ di sera un po’ di giorno a spezzoni; l’ho stampato di mattina, c’era anche mio fratello, il 28 febbraio;

mio fratello sa tutto, e anche i miei genitori, che ora vivono in Sardegna; /

mia madre mi ha spedito, circa una settimana dopo la trasmissione della lettera al Vescovo, su mia richiesta, alcune pagine da me vergate ne! 1974; Ve ne consegno una copia (all. alfa) e resto a disposizione per darLe l’originale; alcuni particolari del fatto, come Lei potrà constatare, sono un po’ diversi, proprio perché non ho | potuto usare quel documento come ausilio alla memoria ma l’ho avuto dopo aver siglato il mio esposto;

l’originale documento informatico dell’esposto 28.2.2013 è conservato sul mio PC marca HP nella mia abitazione; sono ovviamente disponibile a rilasciarVene copia in qualsiasi modo; a casa ho anche una stampante con cui l’ho stampato in unica copia, quella che ho mandato a! vescovo;

ciò che mi ha spinto a scrivere la lettera al Vescovo (Lettera inviata al vescovo Vittorio Lupi) e a ripeter tutto quello che peraltro avevo già denunciato nel ’74 è stato, insieme al colloqui con don Lupino, la visione della puntata delle “iene” dedicata ai fatti di pedofilia occorsi in Savona; son stato male tutta la notte, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e ho deciso di raccontare tutto quello che sapevo di Don Pinetto e che quest’ultimo mi aveva fatto;

consegnai la lettera alla segreteria del Vescovo il 7 marzo 2013 (allegato beta):

il Vescovo mi ricevette pochi giorni dopo invitandomi con la lettera che Le consegno in copia (all. gamma) una mattina verso le 10.30; mi disse che lui era appena tornato dalia Terra santa, e subito, quasi per prima cosa, mi chiese se conoscevo Zanardi;

la verità è che io Zanardi l’ho visto poi dopo, e in nessun modo mi ha spinto a denunciare fatti che io – ribadisco – avevo già lamentato; ancora, di Don Pinetto io lessi un articolo sul Secolo XIX più di 10 anni fa su presunti abusi ai danni di un giovane in Noli;

il Vescovo mi chiese se ero disposto a fare un faccia a faccia con Pinetto e io ovviamente acconsentii; lui ancora mi disse che immediatamente avrebbero preso provvedimenti; poi però non mi ha più chiamato nessuno, e anzi ho letto sul Secolo XIX di recente che alcuni seminaristi hanno manifestato solidarietà a Pinetto;

sui fatti di cui all’esposto ho rilasciato un’intervista al Secolo XIX, dopo essere stato contattato da una giornalista molto educata; non cerco fama, peraltro’, né soldi tanto che poi ho rifiutato altre interviste, mi interessa solo ristabilire la verità; è vero che ho ricevuto la chiamata dalla giornalista dopo aver incontrato Zanardi, circostanza accaduta la prima volta alla libreria Ubik in Savona in occasione di un incontro sulla pedofilia tra i preti; io Zanardi prima non lo conoscevo di persona, ne avevo solo sentito parlare e l’avevo visto alla puntata del lene, ma mai l’avevo incontrato prima del pomeriggio alla libreria Ubik;

Exxx XXXX, di cui Lei mi chiede, era perfettamente a conoscenza delle violenze da me subite in seminario; lui e suo fratello vennero a casa dei miei genitori in Vxxxx Lxxxx dopo che io avevo confessato e scritto quello che mi era successo; era il 1975, ero già scappato dal seminario, e i fratelli XXXX vennero a casa probabilmente chiamati da mia mamma;

quando scappai, mio padre mi picchiò di brutto, e io la notte piangendo riuscii solo ad accennare a mia mamma quello che mi era successo;

io come detto misi per iscritto l’accaduto e vergai la lettera di cui oggi Le ho consegnato una copia e che ripeto non ho più potuto leggere prima che mia madre me la reinviasse;

poi ci fu il confronto descritto davanti al vescovo SIBILLA, e XXXXXXX negò arrossendo se nega ancora oggi non so dire perché ciò accada, io non l’ho più visto; /

preciso che io non parlai mai dell’accaduto, né all’epoca né in seguito, con gli altri seminaristi; ad esempio io con XXXXX, XXXXX e Gxxxxx, che ricordo, non ho mai parlato: io un pomeriggio son sparito e basta, senza dir nulla nessuno:

con Ixxxxx io non ho mai parlato direttamente; deduco che Io sapesse, come ho scritto nell’esposto, perché i fratelli XXXX andarono da lui per farmi dare ripetizioni alle fornaci: peraltro XXXXX era assente all’incontro a casa dei miei a Vado Ligure;

con GIUSTO, rettore del seminario, parlai invece direttamente, prima ancora di scappare, dentro al seminario; io del rettore mi fidavo; andai a colloquio con lui alla fine, dopo aver assistito all’episodio di XXXXXXX; distintamente, ripeto, vidi PINETTO che masturbava XXXXXXX: quando parlai con don GIUSTO, questi mi disse che avevo fatto “un brutto sogno”;

non ricordo assolutamente il nome della “amica d’infanzia” citata nell’esposto al Vescovo;

i miei genitori stanno bene, sono lucidi, però non si spostano mai dalla Sardegna; vivono a Xxxxxxx nell’entroterra cagliaritano, nella Barbagia di Seulo;

sono certo che PINETTO si ricorda di me; anzi. Le dirò che io dopo tredici anni dalla mia uscita dal seminario, andai in provincia di Milano per un matrimonio (di una cugina della mia ex fidanzata oggi scomparsa, XXXXX Xxxxx) e trovai PINETTO a dire messa; ebbene ricordo che in quella circostanza (io ero in prima fila) lui mi riconobbe e poi celebrò la messa sempre tenendo lo sguardo abbassato; da allora non l’ho mai più visto; dopo la messa andammo in una villa sopra Celle Ligure a mangiare, vicino all’autostrada, dove organizzano matrimoni; c’era Negro di Vado che faceva il catering dentro la villa, ricordo che fuori dalla villa c’erano dei tendoni; poteva essere il 1989-90; in ogni caso con me c’era Xxxxxx, con un tailleur blu; gli sposi, parenti di Xxxxxx, avevano una casa a Celle; alla cena nella villa PINETTO non venne, almeno io non lo vidi;

io poi nel ’93 sono andato in Sardegna, dove ho fatto vari lavori, e son tornato nei 2000 perché non c’era più lavoro;

Processione Al Santuario 30io ricordo bene la notte in cui PINETTO mi invitò nel suo letto, in seminario: lui indossava un pigiama di flanella, giacca e pantaloni, a righe azzurre e bianche; anche io avevo il pigiama, ma lui strofinò il pene sulla mia coscia, io ero un bambino di 12 anni ma non ero mica scemo: ricordo benissimo anche quando cercò di entrare la seconda volta nel mio letto, in camerata con tutti i seminaristi, subito dopo avermi spalmato la crema sulla caviglia e aver cercato di massaggiarmi le parti intime; ricordo che alla fine lo respinsi con un calcio e lui quasi cadde: nessuno si svegliò, peraltro, e anche quell’episodio non ebbe testimoni;

in tutti questi anni io non mi sono mai sposato, e l’unica persona diversa dai miei a cui ho raccontato queste cose, è la mia ex Xxxxx XXXXX; anche la mia attuale migliore amica, oggi é Xxxxx XXXXXX (celi. 000000000), sa di questo ma l’ha saputo solo adesso, dopo che è uscito l’articolo, e dopo che peraltro che lei stessa l’aveva intuito;

preciso però che della cosa sono a conoscenza altri miei parenti: mia cugina Xxx XXXXXX, ex moglie di un carabiniere, residente a Xxxxxx; Xxx è figlia della sorella di mia mamma, XXXXXX Xxxxxx, residente a Quiliano; tutte e due le sopracitate hanno saputo la storia dai mici fin dall’inizio o quasi, tanto che Lia mi ha anche telefonato di recente dopo l’articolo; come la Xxx pure la sorella Xxxxx XXXXXX sa di quello che mi è accaduto: credo che sia normale, all’epoca mia madre ha parlato con i suoi fratelli e sorelle, per cui ritenga che questi ultimi sappiano; da Don Lupino, per esempio, preciso che mi accompagnò mia zia XXXXXX Xxxxx;

non ho fatto l’esposto per soldi, o per presunti risarcimenti, io aspetto solo che il Vescovo faccia il processo canonico come promessomi (Comunicato della Curia diocesana); ribadisco, aspetto ancora di avere notizie;

io sono stato eroinomane per dodici anni, dal 1978, esattamente dal 24.12.1978. al 1990. con tre anni di comunità Narconon in mezzo, a partire dal 1987; in comunità come Le ho detto ho conosciuto Xxxxxx Xxxxx, mancata poi nel 94 o nel 95 quando io ero già in Sardegna; lei era di Xxxxxx, figlia di un farmacista e morì a Savona di AIDS, dopo avermi lasciato e essersi messa con un tossico di Spotorno di nome Xxxxxx XXXXXX.

Si da atto che il verbale viene chiuso alle ore 18,10

 

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