Verona. Pedofilia, testimonianza choc: «Sodomizzato da una quindicina di preti»

VERONA (26 marzo) – Nuova bufera sull’istituto per sordomuti Provolo di Verona. La choccante testimonianza di un ex allievo riaccende i riflettori sui presunti episodi dipedofilia che sarebbero avvenuti fra le mura della scuola: «Sodomizzato e costretto a rapporti da una quindicina di preti e fratelli».

Bruno è veronese, ha oltre sessant’anni e vive solo non avendo mai avuto il “coraggio” di farsi una famiglia. È una delle persone sorde, vittime, da adolescenti, di violenze e abusi sessuali a cui sarebbero stati sottoposti da esponenti del clero veronese durante la permanenza all’istituto scaligero.
Presunti pedofili non perseguibili penalmente.Penalmente, visti i decenni trascorsi dai presunti episodi denunciati, gli orrori dei presunti pedofili non sono perseguibili né per la legge italiana né per il codice canonico, ma le denuncie presentate dal 2005 da 67 ex allievi verranno ugualmente analizzate dalla Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede. La decisione è stata assunta dopo le recenti disposizioni del Papa contro i preti pedofili.

«Violentato dai preti dagli 8 ai 15 anni». Bruno, che in questi giorni sta seguendo sulla stampa gli scandali di pedofilia che stanno chiamando in causa uomini della Chiesa, ha ricordato oggi all’Ansa, attraverso il consulente dell’associazione familiari Marco Lodi Rizzini, il momento forse più tragico dell’intera triste vicenda, risalente a una cinquantina di anni fa. «Sono sordo da quando avevo 8 anni – spiega Bruno – e sono entrato al Provolo l’anno successivo. Praticamente dalle prime settimane a quando, a 15 anni, uscii da quell’inferno venni sodomizzato e costretto a rapporti di ogni tipo da una quindicina di preti e fratelli».

«Mi “vollero” anche in Diocesi». Bruno era considerato un bambino “prezioso” se a un certo punto un alto prelato della Diocesi lo volle a palazzo. «Mi ha violentato» sostiene Bruno, indicando che precedentemente aveva subito abusi dallo stesso anche con oggetti.

«Segni indelebili». «Un’esperienza terribile – conclude – dalla quale sono uscito sconvolto e che mi ha lasciato segni nella mia vita». Sul fronte giudiziario, invece, il Giudice per le indagini preliminari di Verona dovrà pronunciarsi il 9 giugno prossimo sull’opposizione all’archiviazione presentata dall’associazione nei confronti dell’attuale vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti, denunciato dall’associazione familiari dopo che in un primo tempo aveva respinto le accuse attribuendole a mire economiche sui beni della congregazione religiosa “Compagnia di Maria”, che gestisce il Provolo.

Il caso dell’istituto provolo affrontato da “Mi manda Rai Tre”. Tre ex allievi sordomuti della scuola scaligera ospiti questa sera del programma Rai: porteranno la loro testimonianza degli abusi subiti.

Prima testimonianza – Gianni Bisoli, di 60 anni: «Entrato al Provolo a 9 anni, sono stato sodomizzato e costretto a rapporti orali fino ai 15 anni». Bisoli fa i nomi, uno per uno, dei suoi aguzzini e accusa un vescovo (il nome è censurato dalla regia) di aver abusato di lui.

Seconda testimonianza – Dario Laiti, veronese: «Violentato sia nell’istituto che nelle colonie estive fino ai 13 anni. Questo mi ha causato problemi psicologigi e di relazione». Anche questo secondo ex allievo fa i nomi dei sacerdoti.

Terza testimonianza – Alessandro Valtini, veronese: «Dai 6 ai 10 anni due preti ancora in vita e due fratelli laici mi hanno sodomizzato nei bagni e nelle stanze e a volte in una chiesa dell’istituto».

In studio monsignor Bruno Fasani, della curia di Verona: «Non siamo mai stati in grado di verificare i fatti perché nessuno ha mai fatto nomi e cognomi. Questa serata è un fatto positivo: vogliamo fare chiarezza».

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