E. F. Randazzo. Storia anonima inviata a “Senza fare nomi” il 21 maggio 2015

Con quale tipo di comportamenti e’ stato perpetrato il crimine ?

Ho sempre frequentato la parrocchia sin da piccolo. Dall’età di circa 16 anni l’allora vice parroco ha iniziato ad avere attenzioni morbose verso di me, cercava sempre il contatto fisico, abbracci “intimi”, baci che non di rado arrivavano anche sulle labbra fingendo di “sbagliare mira”, pretendeva che dormissi in canonica con lui, ad ogni occasione più o meno apertamente strusciava parti del corpo sulle mie parti intime, in macchina voleva sempre tenermi per mano o tenere la mano sulle mie ginocchia, e se mi rifiutavo di stare ai suoi voleri aveva reazioni violente e raccontava ai miei genitori, a cui non avevo raccontato nulla e che avevano grande fiducia in lui, che lo maltrattavo.
La prima volta che le molestie sono state più esplicite, mi aveva convinto a dormire in canonica; ad un certo punto nella notte sentivo qualcosa sulle labbra, aprivo gli occhi e me lo ritrovavo a poca distanza dal mio volto, lui scoperto mi faceva una linguaccia e fuggiva via. In un’occasione, dormendo nella stessa stanza, assicuratosi che dormissi mi infilava una mano nei boxer, per poi scappare via e negare tutto quando svegliatomi cercavo di reagire. In un’altra occasione ero in macchina solo con lui, di ritorno dal mare dove eravamo andati con la mia famiglia (che viaggiava sull’altra auto), accortosi che stavo per addormentarmi mi infilava una mano nel costume, salvo poi anche stavolta negare tutto bruscamente non appena lo bloccavo. Tralasciando gli anni di violenze psicologiche, di ricatti morali, di discordia che disseminava tra me e i miei amici che frequentavano anche loro la parrocchia, e tra me e i miei genitori che come ho detto non sapevano e si fidavano ciecamente di lui.
Ho dapprima provato a raccontare tutto ai miei genitori che hanno avuto attimi di esitazione, poi ho denunciato tutto al vescovo che per anni ha ignorato i miei appelli, infine ho trovato il coraggio di denunciare tutto alla magistratura. Allo stato attuale, è stato condannato in primo grado.

Ne hai parlato con i tuoi familiari?

SI ma solo tardivamente, quando non sono più riuscito a tenere tutto dentro e ho superato le vergogna e la paura di non essere creduto.

Conosci altre persone disposte a riferire i crimini subiti dai preti?

Diversi ragazzi più o meno della mia età, che frequentavano assiduamente la parrocchia, sono andati via all’improvviso, da un giorno all’altro senza mai addurre spiegazioni, e non vi hanno più messo piede, ma nonostante sia abbastanza convinto che anche loro abbiano subito qualcosa di simile non posso esserne certo, perché non hanno mai voluto parlarne.

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