Sono Fernandino.

Ho dieci anni, sono sempre in chiesa e sono chierichetto e sogno di diventare Sacerdote.

Don Carmelo Rampino dice che mi aiuta. Dice che mi vuole bene. Mi porta al mare e a mangiare una pizza. Dice che è come un papà. Però ha iniziato a fare certe cose che non capisco.

Mi da baci sulla bocca e anche con la lingua. Poi lo devo pure toccare giù, dice di pizzicarlo dieci volte e poi fa certi suoni strani. Dice che devo fare cosi perché mi aiuta a diventare Sacerdote.

Mi dice che è normale, però mi dice anche che non deve sapere nessuno. Mi da anche le botte. Con schiaffi e pugni. Poi mi spinge e mi ritira e continua a darmi schiaffi e pugni. Poi mi mette anche sul tavolo a pancia in giù. Mi tira giù i pantaloni e mi fa male. Piango. Mi fa male il sedere. Ho i pantaloni bagnati. Ho provato a raccontare, a dirlo. Se inizio a parlare non esce niente. Don Carmelo mi fa paura. Dice che racconta alle persone che io mi drogo. Dice che io non sono nulla e non sarò mai nessuno. Mi dice che le persone non mi crederanno mai. Crederanno lui che è una brava persona. Un Sacerdote. Mi dispiace tanto non aver potuto raccontare  la mia Storia a dieci anni, quando la mia infanzia è finita. Quando sono morto a dieci anni.

Quando i sogni di un bambino scoppiano come una bolla di sapone, quando la Fede ti viene strappata dal cuore come un leone strappa la gola della sua preda.

Da allora, combatto ogni giorno per sopravvivere. Adesso  ho quarantun’ anni. Ho trovato la forza e il coraggio di gridare. Voglio parlare a nome di tutti i sopravvissuti che non hanno ancora la forza di denunciare. Voglio dare soprattutto una voce a coloro che mai più potranno parlare perché si sono AMMAZZATI.

Don Carmelo Rampino mi ha stuprato. Si! Mi ha distrutto la vita se così si può definire. Da adesso proverò  a vivere, si a riprendermi la mia vita. É possibile. Piano piano. Un poco alla volta.

Chiedo a tutti coloro che sono state vittime di don Carmelo Rampino di contattarmi. Contattate Fernando Capone, detto Nando, all’epoca Fernandino. Insieme saremo forti.

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